
“Quando dico che la Divina Commedia è a vetta delle letterature, lo dico proprio perché è un piacere leggerla, e chissà cosa abbiamo fatto di straordinario per meritarci un dono così bello. E’ come se Dio ci avesse detto: “Guarda, siete stati talmente bravi e buoni che vi voglio premiare, vi do uno che vi scrive la Divina Commedia!”Dal libro di Roberto Benigni, Il mio Dante
|
![]() |
Dagli anni Novanta - e forse da sempre - il comico toscano ha rivelato il proprio legame con i versi di Dante. Da allora gli italiani accorrono ad ascoltarlo nelle piazze, nei teatri, nelle arene, ovunque lui lo reciti e lo interpreti. Roberto Benigni, premio Oscar per il film La Vita è Bella, si è ritagliato nel tempo il ruolo di divulgatore della Commedia; ruolo che gli riesce alla perfezione se milioni di italiane e italiani rimangono abbacinati ad ascoltare la sua lettura dell'Inno alla Vergine, incollati alla TV in prima serata.
Tutto Dante
A partire dal 27 luglio 2006, in Piazza Santa Croce a Firenze, Benigni ha tenuto un ciclo di letture dantesche. Tredici canti, uno per sera, letti e commentati, come in un unico grande racconto, dall'attore toscano più noto nel mondo. I canti della Divina Commedia che sono stati scelti sono i primi dieci, il XXVI e il XXXIII dell'Inferno e il XXXIII del Paradiso. In seguito Benigni ha portato in giro per l'Italia le sue letture dantesche, in un tour chiamato Tutto Dante. Nel corso del 2007 lo spettacolo è stato proposto in alcune carceri italiane.Ispirato al tour Tutto Dante, la Rai ha prodotto uno show, che ha visto protagonista lo stesso Benigni, diviso in una prima serata evento ed altre dodici seconde serate. Il 29 novembre 2007 è andata in onda su Rai Uno la prima puntata della serie in cui Benigni ha letto 14 canti della Divina Commedia, preceduti da una sua personale spiegazione. La prima puntata, dedicata al XXXIII canto del Paradiso, è stata seguita da quasi undici milioni di telespettatori. Il programma Tutto Dante è continuato per 13 puntate in seconda serata su Rai Uno a partire dal 6 dicembre.
Dal dicembre 2008, lo spettacolo Tutto Dante ha varcato i confini nazionali per intraprendere un viaggio che ha portato Roberto Benigni e Dante in giro per l'Europa, gli Stati Uniti, il Canada e l'America del Sud.
Una serie di dvd in edizione speciale da collezione in cui lo straordinario talento di Roberto Benigni si esprime in tutta la sua grandezza: la recitazione dei Canti della Divina Commedia, uno spettacolo considerato la più toccante dichiarazione d'amore per l'opera dantesca.
Il mio Dante

Un libro scanzonato, leggero e dottissimo per chi ama la poesia e per le folle che dal 1991, dalle università ai teatri alla televisione, hanno cominciato o ricominciato ad amare Dante per come Benigni lo ha narrato. Il distillato del racconto orale con cui l'attore comico ha accompagnato tutte le sue letture dantesche. Che in modo allegro e pieno di vita ci parla di figure retoriche e di accenti, di bellezza e di amore, di religione, di Dio e del peccato. Un libro, infine, che col sorriso sulle labbra ci rende felici di parlare la stessa lingua di Dante Alighieri. Con uno scritto di Umberto Eco. Questo si legge nella quarta di copertina del libro di Benigni Il mio Dante, Torino, Einaudi, 2008.
| Tre brevissimi brani che vi faranno venire voglia di leggere Il mio Dante: | |
| Sull'importanza di imparare a memoria "Tempo fa, il professor Umberto Eco ha consigliato agli studenti di imparare un’altra volta le poesie a memoria. In questo modo, oltre alla parola, ti viene dentro anche il suono, che è come una musica bellissima. A me la mia mamma me lo diceva sempre: Impara a memoria! Lo vedi Dante? Era tremendo. Devi diventare come lui, che sapeva tutto a memoria, conosceva ogni cosa. E mi raccontava il famoso aneddoto del sasso… Dante è seduto su un sasso davanti al Duomo di Firenze. Arriva un signore e gli dice: Qual è il miglior boccone? E Dante: L’ovo ! E l’atro se ne va. Un anno dopo, lo stesso signore ritorna nello stesso posto dove Dante è seduto sullo stesso sasso. E gli chiede a bruciapelo: Con che? E Dante: Col sale!" |
![]() |
| Un viaggio avvenuto per davvero "Dante non pretende di insegnarci delle cose: lui dice di aver fatto un viaggio all’Aldilà e noi dobbiamo credere che ci sia stato davvero. Io no ho mai dubitato che Dante sia stato nell’Inferno, nel Purgatorio e nel Paradiso: lui ci si butta dentro e afferma dee cose ben precise". |
![]() |
| L’inno alla Vergine "Quando si guarda Dio si rimane squinternati, perciò san Bernardo prega la Madonna di mantenere Dante in senno, che non riscimunisca. In questo canto c’è tutta la sociologia mariana, la teologia, i canti liturgici, le superstizioni e c’è il cammino dell’umanità. Non va letto solo teologicamente ma anche corporalmente. Dobbiamo vedere Dante col suo corpo, coi suoi occhi, coi suoi nervi, coi suoi polsi, mentre sta lì davanti a Dio e davanti alla Madonna. E soprattutto non bisogna negarsi il piacere di credere a tutto quello che dice". |
![]() |
I Video di Youtube
Su Internet si trovano alcuni spezzoni degli spettacoli di Benigni.
| Benigni presenta lo spettacolo Tutto Dante. | ![]() |
Per introdurre il canto dei lussuriosi, il comico dice che "verrebbe voglia di fare all'amore tutti insieme". Parla dell'eternità e dei Led Zeppelin, dei miti dei giorni nostri ("Mastella e Berlusconi", ironizza l'attore), delle legge elettrorali "porcate" ("Calderoli sta ancora cercando chi l'ha fatta"), del fatto che per Berlusconi all'Inferno c'è un girone ad personam... |
| La lettura integrale di Roberto Benigni del primo canto dell'Inferno | ![]() |
Quando vidi costui nel gran diserto, "Miserere di me", gridai a lui, "qual che tu sii, od ombra od omo certo!". 66 Rispuosemi: "Non omo, omo già fui, e li parenti miei furon lombardi, mantoani per patrïa ambedui. 69 Nacqui sub Iulio, ancor che fosse tardi, e vissi a Roma sotto ’l buono Augusto nel tempo de li dèi falsi e bugiardi. 72 |
| Benigni introduce alle dolenti note del V canto dell'Inferno, quello dedicato a Paolo e Francesca, condannati tra i lussuriosi. | ![]() |
"Il comico inizia parlando della gioia che travalica le montagne. E' il canto dell'amore, della lussuria, della carnalità,della sessualità, della tenerezza e dell'amore. Mi viene voglia di ignudarmi e di buttarmi addosso. Sono attratto, voglio baciarti e fare all'amore, proprio per ringraziamento. Non con tutti noi ma con ognuno di voi" |
| Il comico toscano legge e commenta il canto VIII, quello della città di Dite. | ![]() |
Dante sta andando nella parte profonda dell'Inferno che è la parte più profonda di noi. Vede le torri rosseggianti della città di Dite e scopre oltre mille diavoli dal ciel piovuti (stizzosamente), che si chiedono cosa ci faccia un essere vivo lì, nel regno dei morti. |
| A partire dalla Commedia, Benigni parla delle donne e della Madonna, introducendo il V canto dell'Inferno ma facendo riferimento anche al XXXIII del Paradiso. | ![]() |
Il culto della Madonna ha generato nella civiltà occidentale una nuova visione delle donne. Prima erano considerate per lo più streghe o - se andava bene - il riposo del guerriero. La scintilla dell'eternità, dice Benigni, scocca quando ci si innamora e racconta come la Madonna abbia detto sì. "Dio aveva bisogno di una donna che gli dicesse di sì", racconta con passione un Benigni più ispirato che mai. |
| Satira sull'Italia dei nostri tempi quando Benigni presenta il canto di Paolo e Francesca a New York. | ![]() |
I servizi del Tg1 e del Tg3 sulla presentazione di Tutto Dante a New York. Benigni parla della straordinaria accoglienza che gli americani hanno riservato al suo spettacolo. "Comicità vulcanica e travolgente", con costanti collegamenti tra Dante e il presente. |
| Qui il comico Benigni interpreta il secondo canto dell'Inferno. | ![]() |
"O muse, o alto ingegno". Dante chiede a Virgilio di spiegargli perché sia lui l'eletto che deve attraversare i tre regni. "Ma io perché venirvi? Io non Enea, io non Paolo sono". E Virgilio, anima cortese e mantovana, che era tra color che son sospesi, gli spiega il perché. |
| La partecipazione dell'attore al Festival di Sanremo 2011. | ![]() |
"Buona sera, viva l'Italia". Inizia così la partecipazione di Roberto Benigni al Festival di Sanremo nel 2011. In quest'occasione non parla della Divina Commedia ma cita Dante e commenta (cantandolo) l'inno di Mameli. |
| Benigni scatenato alla presentazione dell'edizione critica della Divina Commedia a Firenze | |
"Berlusconi ha le orge contate". "Mi sento fuori luogo come Gasparri al Senato". "La lettera di Napolitano l'abbiamo scritta io e Renzi". Queste e altre battute nello show a Palazzo Vecchio a Firenze il 4 ottobre 2011. |
| A Bruxelles, all'Europarlamento, per incoronare Dante e le bellezze dell'Italia | ![]() |
Ha parlato di Italia e Dante al Parlamento europeo di Bruxelles. Entra in stampelle nell'emiciclo del Parlamento in seguito ad un incidente alla gamba capitato nei giorni scorsi. E scherza: "Qualcuno ha fatto un passo indietro". Commenta il canto di Ulisse. |













