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Pubblicato il 31/03/2012

Divina Commedia, Inferno, canto XXIV, ottavo cerchio (le Malebolge), settima bolgia.
91 Tra questa cruda e tristissima copia
92 correan genti nude e spaventate,
93 sanza sperar pertugio o elitropia:
94 con serpi le man dietro avean legate;
95 quelle ficcavan per le ren la coda
96 e 'l capo, ed eran dinanzi aggroppate.
L'evasione resta una piaga. L'Eurispes stima che l'economia sommersa in Italia nel 2011 sia stata pari a 540 miliardi di euro, praticamente il 35 % del prodotto interno lordo ufficiale. Sempre secondo i calcoli Eurispes, il nostro sommerso equivale ai Pil di Finlandia (177 miliardi), Portogallo (162 miliardi), Romania (117 miliardi) e Ungheria (102 miliardi) messi insieme.
Possiamo chiamare gli evasori ladri? Sì che possiamo.
Dante e Virgilio, nella settima bolgia, scendono dalla testata del ponte, dove questa si congiunge con l'ottavo argine (ottava ripa). Dante vede uno scenario raccapricciante che, a differenza della dolente staticità del precedente, è dominato da un frenetico movimento, causato dalla terribile stipa di serpenti (in realtà si scopre presto che sono piuttosto rettili vari), di diversa specie (diversa mena), la cui memoria guasta (scipa) ancora il sangue a Dante (come si vedrà nel canto successivo, queste stesse serpi che l'hanno inorridito diverranno per lui serpi amiche).
Tra i rettili corrono genti nude e spaventate, che non hanno speranza di trovare né un nascondiglio né l'elitropia, pietra cui un tempo si attribuiva il potere di rendere invisibile chi la portava addosso. Le anime dell'Inferno hanno le mani legate dietro alla schiena dai serpenti, che poi passavano la coda e il capo lungo le reni dei dannati e le annodavano davanti cingendo loro il ventre.
Poco più avanti Dante dirà che si tratta dei ladri, che, a differenza dei predoni puniti nel primo girone del VII cerchio nel sangue bollente del Flegetonte (Canto XII), non sono violenti, ma hanno depredato gli altri con l'inganno e l'astuzia, colpa ben più grave di quella dei rapinatori secondo la logica dell'inferno dantesco, che agli strati più bassi fa corrispondere i peccati più gravi.
Pubblicato il 26/03/2012
Reduci dal Festival Nacional a San Sebastian in Spagna e prima di partire per Losanna (23- 25 maggio 2012), i danzatori acrobati della Emiliano Pellisari Dance Company saranno mercoledì 28 marzo 2012 alle ore 21 al Teatro Diego Fabbri di Forlì con Cantica II, per offrire allo spettatore il fascino della magia in uno show sospeso dove, grazie a una sofisticata macchina teatrale verranno ancora una volta stravolte le leggi della fisica."Cantica II" di Emiliano Pellisari rientra nella Stagione di Danza 2012 Teatro Diego Fabbri di Forlì; la prevendita è in corso presso la biglietteria diurna del teatro-Via dall'Aste 19, dalle 15.30 alle 18.30 (prenotazioni telefoniche al tel. 0543 712170 – 172), vendita online: www.teatrodiegofabbri.it
Biglietteria serale ore 20,15 nei giorni di spettacolo tel. 0543 712168
Pubblicato il 24/03/2012
Lech Majewski, il regista polacco autore di The Mill and the Cross, sta lavorando a un progetto attorno a Dante Alighieri come Alexander Sokurov. "Nella Divina Commedia c'è tutto, astronomia, filosofia, dolore, amore, orrore... è un pozzo senza fondo, come l'opera di Bruegel". E proprio a un celebre dipinto del pittore fiammingo, La salita al Calvario (1564) e alla lettura che ne dà lo storico dell'arte Michael Gibson si ispira il suo film, venduto in 55 paesi dopo l'anteprima al Sundance e proiezioni in templi internazionali dell'arte come il Louvre di Parigi e la National Gallery di Londra. In Italia uscirà il 30 marzo con CGHV col titolo I colori della Passione.
Pubblicato il 22/03/2012
(ANSA) - FIRENZE, 20 MAR - La prossima estate Roberto Benigni rileggera' la Divina Commedia a Firenze: e' il risultato di un incontro 'segreto' tra il sindaco Matteo Renzi e Lucio Presta, agente dell'attore e regista toscano. Lo rivela il settimanale 'Chi'. Ma Presta precisa: ''Ne stiamo parlando''. Renzi e Presta si sono incontrati nei giorni scorsi a Firenze. Il sindaco ha chiesto di avere in esclusiva, per 30 date, Benigni per la rilettura della 'Commedia'. Secondo 'Chi' l'accordo e' stato raggiunto e Benigni dovrebbe tornare ad esibirsi a Firenze da luglio ad agosto come aveva fatto nell'estate del 2006. (ANSA).
Pubblicato il 20/03/2012
L'articolo di Carlo Ossola è stato pubblicato sull'inserto domenicale del Sole-24 Ore il 18 marzo 2012.
"Così dunque, in questa quotidiana coralità di Everyman, è da proporre al XXI secolo la Divina Commedia, bene comune non dell'Italia soltanto, ma dell'umanità intera; e sempre così è stata intesa, dai primi commentatori al Boccaccio, come il poema al quale bussare e attingere per avere accoglienza, ospitalità, conforto. Lo testimonia ancora, al portale di un palazzo di Cannaregio il battente dantesco, e i tanti uomini che in nome di Dante, e leggendo il suo poema, hanno sfidato la barbarie, da Osip Mandel'štam a Primo Levi. Ogni giorno, Dante è davvero tutti noi". (Carlo Ossola)
"Così dunque, in questa quotidiana coralità di Everyman, è da proporre al XXI secolo la Divina Commedia, bene comune non dell'Italia soltanto, ma dell'umanità intera; e sempre così è stata intesa, dai primi commentatori al Boccaccio, come il poema al quale bussare e attingere per avere accoglienza, ospitalità, conforto. Lo testimonia ancora, al portale di un palazzo di Cannaregio il battente dantesco, e i tanti uomini che in nome di Dante, e leggendo il suo poema, hanno sfidato la barbarie, da Osip Mandel'štam a Primo Levi. Ogni giorno, Dante è davvero tutti noi". (Carlo Ossola)
Pubblicato il 18/03/2012
Non è una rappresentazione teatrale, “Beatrice all’inferno” ma viene proposta come “installazione”. Lo “spettacolo installativo”, ideato da Andrea Santini e messo in scena da Ubik Teatro, coinvolge i presenti in un contesto magico, una situazione onirica di Oltretomba, in cui suoni, voci e rumori si confondono tra loro in un magma materico indistinto e indistinguibile. Venerdì sera, 16 marzo, ha reso ancora più affascinante l’esibizione lo spazio per il quale “Beatrice all’inferno” è stato pensato: il teatrino di villa Groggia, nel cuore abitato di Venezia, a Cannaregio 3161, zona di Sant’Alvise. E’ straordinario che nella città a forma di pesce un magazzino, nel mezzo di un giardino accatastato come “orti” e “ortaglie”, abbia le sembianze di una chiesa (con tanto di finestroni alti e oculo nel timpano), edificio trasformato in teatro a inizio del Novecento. Uno spazio che l’associazione Mpg cultura – meritowww.ubikteatro.com/ubikteatro/home.htmlriamente - vuole valorizzare iniziando la rassegna “Costellazioni. Tracciati anticrisi”.
Francesca Sarah Toich, per due volte vincitrice del premio assegnato al miglior giovane interprete della Divina Commedia, si è esibita in letture della Commedia, tratte, nell’ordine dai canti III (il portone di “per me si va”), XXXIII (“il conte Ugolino”), I (l’inizio che ognuno di noi conosce da sempre e per sempre) e V (i due cognati amanti). E’ una scelta di brani originale, che fa cominciare dalla porta (ingresso per antonomasia) e, dopo un salto mozzafiato fino quasi alla fine della prima cantica, riporta lo spettatore all’inizio del viaggio, per poi abbandonarlo tra le braccia di Amor ch’a nullo amato e della pietà dantesca per Paolo e Francesca.
Mentre le terzine sono declamate con intensità, immagini, fumi, suoni stereoscopici e note stridule provenienti dal pianoforte avvolgono il tutto, portando il lettore a una vera discesa agli inferi.
Ad un certo punto, si materializza Beatrice, vestita da femme fatale, agghindata da matrimonio punk con tanto occhiali da sole, che dal Paradiso o dalla sommità del monte Purgatorio rotola nella caverna infernale, chiedendo demoniaca “Carmelo, sei morto?”. E’ la performer Xena Zupanic, che si muove all’interno di un tappeto di immagini infernali proiettate sullo sfondo del palcoscenico, che si compongono e decompongono in continuazione.
In chiusura Carmelo Bene recita due sonetti danteschi: “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io” (testo giovanile tratto dalle Rime) e “Tanto gentile e tanto onesta pare” (collocato nella Vita Nova e scritto dopo il presagio che Dante ebbe della morte della sua amata). La domanda di Beatrice-Xena è quanto mai azzeccata e la risposta, anche grazie a questa “installazione” riuscita, è no: Carmelo, come Dante, è diventato un classico. A dieci anni esatti dalla morte. (e.c.)
Pubblicato il 16/03/2012
di Aldo Vitale – Un analogo tentativo era stato già esperito un paio di anni or sono allorquando dall’Arre (Associazione per il rispetto di tutte le religioni e la convivenza pacifica delle etnie culturali), da alcuni cittadini italiani di religione islamica, dall’Associazione tosco-emiliana per la difesa delle tradizioni cittadine (sic!), e dalla Ggr (Gruppi gay riuniti) fu inviata una lettera al Ministro dell’Istruzione dell’epoca, Gelmini, con cui si chiedeva espressamente chela Divina Commedia fosse espunta dai programmi scolastici ed universitari in quanto veicolo di razzismo, antiscientismo, islamofobia ed omofobia.In questi giorni, invece, il testimone è stato passato ad una organizzazione non governativa denominata “Gherush92 Comitato per i diritti umani” che, come altre molteplici organizzazioni simili, vive alla corte del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e che è diventata la nuova protagonista di questo genere di lotta. Tra le cause di maggiore perplessità che una simile iniziativa può suscitare, vi è quella afferente al rapporto tra cultura e mutamenti storico-sociali.
(dal sito MeridianaMagazine http://www.meridianamagazine.org/20120316/apologia-di-dante-cioe-del-se-di-tutti/#.T2Q243loH1U
Pubblicato il 16/03/2012
La recente battaglia in Inghilterra contro chi porta la croce al collo è solo un episodio nel vasto panorama della battaglia contro i “simboli religiosi” in corso nel mondo “postcristiano”. Mi è capitato di assistere a un altro episodio di questa lotta in Italia, quando due anni fa il Consiglio d’Europa aveva preteso di far togliere il crocifisso dalle aule scolastiche.
Ho avuto modo di leggere sul Corriere della Sera di un nuovo scontro in questa guerra: una commissione di esperti europei presieduta da Valentina Sereni, dopo aver esaminato Dante sotto il profilo giuridico ha concluso che la Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici perché contiene “elementi di razzismo” che costituiscono dei crimini. O, perlomeno, bisogna espungere il testo.
Sono anni che lavoro su Dante, e sono rimasta letteralmente sbalordita da questa diagnosi (razzismo!). (dal sito www.ilsussidiario.net, un intervento di Ol'ga Sedakova)
Ho avuto modo di leggere sul Corriere della Sera di un nuovo scontro in questa guerra: una commissione di esperti europei presieduta da Valentina Sereni, dopo aver esaminato Dante sotto il profilo giuridico ha concluso che la Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici perché contiene “elementi di razzismo” che costituiscono dei crimini. O, perlomeno, bisogna espungere il testo.
Sono anni che lavoro su Dante, e sono rimasta letteralmente sbalordita da questa diagnosi (razzismo!). (dal sito www.ilsussidiario.net, un intervento di Ol'ga Sedakova)


