Inferno, Canto XVIII - Disegno su pergamena (particolare) Anno 1480, 320 x 470 mm - Staatliche Museen, Berlin

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Pubblicato il 24/02/2011
Dall’ideatore di Daimon, Nogravity e Comix un sorprendente progetto teatrale, una trilogia ispirata alla Divina Commedia. Inferno e Cantica II, i primi due capitoli del progetto, sono già in tournée per l’Italia:

CANTICAII: dal 25 Febbraio al 6 Marzo 2011, Napoli, Teatro Bellini;
CANTICA II: 25 Marzo 2011,Foligno, Teatro Politeama;
CANTICAII: dal 29 Marzo al 10 Aprile 2011, Roma, Teatro Olimpico;
INFERNO-CANTICAII: dal 3 al 15 Maggio 2011, Milano, Teatro Arcimboldi;
INFERNO: 22-23-24 Maggio 201, Losanna.

A febbraio, il secondo capolavoro di Emiliano Pellisari, Cantica II calcherà il palco del Teatro Bellini di Napoli, sul quale il disegno della luce, la musica e gli effetti speciali si coniugheranno con la danza, l’atletica circense e la mimica e immagini straordinarie appariranno dal buio.

CANTICA II

Cantica II, che ha debuttato in prima nazionale a novembre al Teatro Mancinelli di Orvieto, ha per protagonisti i costumi, i tessuti e gli oggetti. I danzatori agiscono nello spazio sfruttando ogni attrezzo di scena; sono corpi che operano in un mondo sofisticato ed elegante e creano atmosfere di grande suggestione.
Cantica II traduce Il Purgatorio richiamando un medioevo fantastico rappresentato attraverso immagini allegoriche scandite da una musica tratta dal repertorio classico intervallato da sonorità contemporanee.

Cantica II è una produzione Emiliano Pellisari Studio in collaborazione con Teatro Mancinelli di Orvieto.
Pubblicato il 20/02/2011
Domenico De Robertis, filologo di fama internazionale, uno dei massimi studiosi della tradizione poetica italiana, e' morto ieri a Firenze all'eta' di 90 anni. I funerali si sono tenuti sabato 19 febbraio, alle ore 14.30, nella chiesa fiorentina di San Michele a San Salvi.
Professore emerito di letteratura italiana all'Universita' di Firenze, insigne specialista dell'opera del Sommo Poeta, De Robertis ha dedicato un'intera vita all'allestimento dell'edizione critica delle ''Rime'' di Dante, un'opera monumentale pubblicata nel 2002 dalla casa editrice Le Lettere in 3 volumi per complessivi 5 tomi nella collana dell'Edizione Nazionale delle Opere dell'Alighieri, riconosciuta come uno dei piu' importanti lavori filologici del Novecento. Inizio' a lavorare alla ricostruzione filologica delle ''Rime'' nel 1956. Nato a Firenze nel 1921, figlio del celebre critico e storico letterario Giuseppe De Robertis, Domenico De Robertis si laureo' all'ateneo fiorentino con Mario Casella.

Divenuto libero docente di letteratura italiana nel 1956, conquisto' la cattedra ordinaria di questa materia nel 1963, insegnando dapprima all'Universita' di di Cagliari, poi in quella di Pavia e infine di Firenze. Accademico della Crusca, De Robertis e' stato direttore degli "Studi di Filologia Italiana". Era vice presidente della Societa' Dantesca Italiana. Si e' occupato prevalentemente di letteratura tre-quattrocentesca e di Dante, studiando i manoscritti di rime dantesche e i principali canzonieri di antichi autori manoscritti e a stampa. E' stato ollaboratore del ''Giornale storico della letteratura italiana'' e degli ''Studi danteschi''
Pubblicato il 19/02/2011
Francesco Tullio Altan sarà protagonista insieme a Alberto Martini di una mostra intitolata ALTAN & MARTINI — La DIVINA.COM organizzata a Oderzo (TV) dal 14 maggio al 30 giugno 2011 dalla Fondazione OderzoCultura e OderzoInquieta, con il patrocinio del Comune di Oderzo.

In occasione della mostra gli organizzatori hanno promosso il concorso “All’inferno!” rivolto ad illustratori e fumettisti, italiani e stranieri, professionisti e non. Il tema è la realizzazione di una tavola (illustrazione o fumetto) che rappresenti un nuovo girone dell’inferno ispirato alla Divina Commedia di Dante Alighieri. Le opere degli artisti selezionati verranno esposte in una sezione a parte della stessa sede di Palazzo Foscolo, in contemporanea con l'esposizione di Altan e Martini.
Pubblicato il 18/02/2011
Il premio Oscar Roberto Benigni diventa salvagente di Masi.
Il direttore generale Rai dovrà ringraziare per tanto tempo la comicità bipartisan dell'attore toscano per il boom di ascolti registrati ieri a Sanremo.
Quindici milioni di spettatori incollati davanti al televisore, alle 22.45, per assistere al momento clou della serata.
Cavallo bianco, bandiera tricolore in mano e due parole ripetute più volte: buonasera a tutti e viva l'Italia: ecco il Benigni nazionale. In tutti i sensi. Questa volta niente giochi "proibiti" col presentatore, come fece con Pippo Baudo. E non siamo nel 1980 quando a presentare il Festival era lui e scandalizzò il pubblico baciando lungamente sulle labbra la sua collega Olimpia Carlisi.
Questa volta è un altro Benigni. Il Benigni che ha insegnato la Divina Commedia a tutto il mondo, che prende in giro il potente di turno in punta di fioretto, costringendo la vittima del suo lazzo a sorridere.
Pubblicato il 18/02/2011
Ha più di mille anni ma non li dimostra. Si tratta della “K” una lettera che nel nostro alfabeto non ebbe molta fortuna da quel lontano “Placito Capuano” del marzo 960, quando un prezioso testimone dichiarò: “Sao ko kelle terre per kelli fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti”.
Un linguaggio già sganciato dalla costruzione sintattica della lingua latina, ma che non ha ancora raggiunto l’autonomia e la musicalità dolcestilnovista, elementi che permetteranno all’Alighieri di esprimersi in maniera sublime in quella sua “Commedia” (poi arricchita dall’aggettivo “Divina”) che a tutt’oggi conserva intatta la freschezza espressiva che si addice al sentimento dell’amore, all’esercizio della fantasia, alla descrizione del divino e dell’ultraterreno in termini rimasti insuperati perché insuperabili.
La pur breve frase in una lingua in trasformazione denominata “volgare” che all’epoca era utilizzata cioè dal volgo, (il popolo ignorante), incapace ormai di comprendere il linguaggio forbito di Cicerone, appannaggio della sola ristretta cerchia intellettuale e per di più ormai utilizzata per la stesura dei soli atti ufficiali della burocrazia statale e della solennità religiosa, tradotta in italiano moderno così suona: «So che quelle terre, entro quei confini che qui si descrivono, trent’anni le ha tenute in possesso l’amministrazione patrimoniale di San Benedetto». La frase “Amiko 16 ke mami 80 flct xke ai la kiave ke apre il mio cr” (che tradotta significa: Amico se dici che mi ami ho tanta felicità perché hai la chiave che apre il mio cuore) occupa solo 58 battute. Basta questo perché venga preferita ad una stesura “normale” che di spazi ne occupa 84. Ma è chiaro che con questo sistema non si va molto lontano e, pur volendo essere indulgenti, è scontato che nessuna altra Divina Commedia potrà mai vedere la luce.
Pubblicato il 18/02/2011
Si conclude a Venezia la serie di incontri su Dante, organizzati dal gruppo veneziano del Meic (Movimento Ecclesiale Impegno Culturale) per approfondire "Teologia, spiritualità e cultura nella Divina Commedia". Martedì 22 febbraio, con inizio alle ore 18.00 presso il Centro Pattaro in Campo S. Maurizio a Venezia, è previsto l'intervento del prof. Massimo Mazzuco sul tema "San Bernardo e la grazia della contemplazione nella Commedia di Dante".
Pubblicato il 16/02/2011
Firenze, 16 feb. - (Adnkronos) - Una giornata intera per ''reclutare'' i nuovi cantori di ''All'improvviso Dante - 100 canti per Firenze''. Sabato prossimo, 19 febbraio, il Teatro Cantiere Florida di Firenze (Via Pisana 111/r) ospitera' un evento straordinario promosso per formare la squadra dei cantori della sesta edizione di quello che ormai e' diventato l'happening culturale per antonomasia a Firenze. La giornata di sabato assume un significato particolare dal momento che quest'anno il Canto da eseguire sara' assegnato ai cantori proprio al momento dell'iscrizione.

''All'improvviso Dante'' e' in programma il prossimo 21 maggio nel centro storico di Firenze con la lettura in simultanea della Divina Commedia.
Pubblicato il 14/02/2011
Le parole pronunciate dal direttore artistico del festival, Gianmarco Mazzi lasciano intendere che l’edizione 2011 del Festival di Sanremo potrebbe arricchirsi di presenze prestigiose.

”Sarebbe bello per la serata della celebrazione dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia avere Roberto Benigni, un premio Oscar. Ma non lo sappiamo ancora…”, ha detto Mazzi parlando di una possibile partecipazione come ospite dell’attore toscano, apprezzato nel mondo per il suo capolavoro “La vita è bella” e il suo impegno per la diffusione della Divina Commedia tramite spettacoli in cui incata il pubblico con la sua magistrale lettura dell’opera dantesca.