Inferno, Canto XVIII - Disegno su pergamena (particolare) Anno 1480, 320 x 470 mm - Staatliche Museen, Berlin

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Pubblicato il 24/03/2011
I vizi (o peccati) capitali sono da sempre osservati con grande interesse da parte di scrittori e filosofi, Aristotele li definisce “Gli abiti del male”,infatti al pari delle virtù, i vizi derivano dalla ripetizione di azioni le quali formano nel soggetto che le compie una sorta di “abito” che lo inclina in una certa direzione, sono presenti anche nei gironi della Divina Commedia di Dante Alighieri e si trovano nel Purgatorio.

Ma spesso i vizi sono molto più intriganti e affascinanti delle virtù…

Nel sito http://www.ninjamarketing.it/2011/03/24/7-peccati-nelle-apps-per-iphone/ viene pubblicato un interessante articolo che prende in esame varie App. sviluppate per I-phone che consentono un viaggio attraverso superbia, ira, invidia, accidia, avarizia, gola e lussuria.
Pubblicato il 24/03/2011
Per diffondere al grande pubblico le versioni in dialetto napoletano di opere come l'Iliade, la Divina Commedia, Gerusalemme Liberata e centinaia di altri capolavori di letteratura dialettale la Biblioteca Universitaria di Napoli ha catalogato per la prima volta, le opere in lingua partenopea custodite tra i prestigiosi scaffali della collezione del cosiddetto edificio del cortile delle statue in via Giovanni Paladino. La presentazione del volume "La letteratura dialettale napoletana - I fondi della Biblioteca Universitaria di Napoli dalle origini all'Unità d'Italia", edito da Dante & Descartes grazie al contributo dell'Istituto Banco di Napoli - Fondazione, avrà luogo alle 16.30 nel Dipartimento di Diritto romano e Storia della scienza romanistica "Francesco De Martino" della Biblioteca.